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Anello
Vivo d'Orcia - Primo Rifugio Amiatino

Difficoltà:
Trekking: 2h50'
Mountain bike: 1h32'
Corsa: 1h42'
Lunghezza totale:
9.200 mt
Dislivello:
370 mt
Quota di partenza:
916 mt s.l.m.
Quota raggiunta:
(max) 1.285 mt s.l.m.
Riparo
Area picnic
Punto panoramico
POI Natura Punti di interesse naturalistico
Area attrezzata

Questo affasciante percorso ad anello parte dal paese di Vivo d’Orcia e nel punto di massima altitudine raggiunge il Primo Rifugio Amiatino.
Inizialmente incontrerete il laghetto e la cascata dello Scodellino, attraversando un fitto bosco di castagni e faggi, ricco di grandi conformazioni rocciose vulcaniche, muschi, licheni. Ammirerete le peculiari rocce vulcaniche note come “il sasso della lupereccia” e il “sasso della civetta”. Dei caratteristi ponti in legno vi permetteranno l’attraversamento del torrente Vivo, del quale raggiungerete la sorgente, dove sarà possibile riempire le vostre borracce. I resti di antichi opifici saranno presenti lungo la via. Passerete accanto alla chiesa camaldolese dell’Ermicciolo e ai seccatoi delle castagne. Proseguendo lungo il sentiero, raggiungerete la risorgiva dell’”acqua gialla”, caratterizzata dalla presenza di ferro e zolfo, che ne determinano ne determinano la colorazione.
Lungo il sentiero delle piccole porte rotonde, incastonate tra le rocce vulcaniche, circondate da faggi altissimi (tra tutti spicca il “faggione”, del quale troverete le indicazioni su un cartello di legno), vi daranno la sensazione di trovarvi in un bosco fiabesco.
Superato il vecchio Rifugio Forestale di Capovetra, il sentiero continua costeggiando la strada asfaltata.
Giungerete al Primo Rifugio Amiatino, dove sarà possibile gustare dell’ottima cucina toscana, oppure servirsi dell’area attrezzata con barbeque, all’ombra di maestosi faggi.
Lungo il sentiero per rientrare verso il paese di Vivo d’Orcia, passerete in prossimità del “Sasso dei Merchi”, una grande roccia vulcanica sulla quale sono scolpiti dei simboli (marchi), un tempo utilizzato per definire i confini della terre.
Ammirerete la caratteristica “Pietra Porta”: una particolare conformazione rocciosa con una spaccatura attraversabile (se vi toglierete lo zaino dalle spalle!).
Rientrerete nel bosco di Vivo d’Orcia, percorrendo un tragitto con delle varianti rispetto a quello dell’andata; così facendo avrete percorso buona parte del Sentiero delle Acque e del Sentiero delle Sorgenti.



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